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Verbale della riunione RSU del 6 ottobre 2016

Sono presenti: Azzalin, Consumi, Giacometti, Gilbert, Lippi, Malavasi, Nese, Piccini, Rosella, Zorzit
Assenti giustificati: Ardy, Castellanelli, Giannini.
Assenti non giustificati: Cavigli, Gabbiani, Iliceto, Iorio, Tosti Guerra.

Viene approvato il verbale della riunione precedente
La RSU si confronta sulla situazione della formazione in Ateneo, dove pare che non ci sia coerenza tra i corsi che l'amministrazione propone (e a volte pone come obbligatori) e quelle che sono le esigenze effettive, così come emergono dalla richiesta di fabbisogno delle singole strutture/uffici. Sarebbe grave se la formazione fosse collegata prevalentemente a quanto predisposto nel piano strategico, senza tenere conto delle esigenze concrete del personale. Occorre verificare se i responsabili/dirigenti individuano o meno le priorità in fase di rilevamento del fabbisogno.
Si osserva che le funzioni della commissione formazione dovrebbero essere salvaguardate perché fanno un'analisi globale delle richieste, ma poi tutto il lavoro rischia di essere vanificato dai percorsi che mettono in rapporto le richieste del personale con la formazione  effettivamente erogata.
E' paradossale che alla fine si rendano addirittura obbligatori corsi - che pure sono interessanti da un punto di vista generale, come quelli sullo smaltimento dei rifiuti - solo perché posti in relazione al piano strategico, mentre i corsi richiesti dal personale non sono neanche realizzati.

La RSU si confronta ampiamente sulla distribuzione del cosiddetto «tesoretto», problema  quanto mai controverso. La prima questione è l'esclusione degli EP, che grava moltissimo: in sostanza, la RSU si troverebbe a dover firmare un accordo che esclude una fetta grossa di personale. A meno che non vengano trovate altre risorse che compensino gli EP da questa mancata distribuzione, la RSU non intende firmare. La RSU ritiene che l'errore l’abbia compiuto l'amministrazione quando nel 2015 ha chiesto il parere del collegio dei revisori, inserendo le risorse nella produttività, che esclude gli EP ed i lavoratori in convenzione.

Sui progetti speciali, che risultano complicati da accettare già su un piano generale e che creeranno divisioni tra i lavoratori, diventano sostanzialmente impossibili da giustificare per quelli individuati per il 2015: sembrano proprio una gratificazione, a posteriori e del tutto arbitraria, di una parte esigua del personale, senza il rispetto di criteri e modalità di erogazione delle risorse a disposizione.

23 Novembre 2016
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