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21 Maggio 2013 - 10:40    Stampa la notizia: Verbale riunione 18 aprile 2013

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Verbale riunione 18 aprile 2013

Il giorno 18 aprile 2013 si è tenuta la riunione delle RSU dell'Università di Firenze. OdG: valutazione dell'incontro di trattativa del 15 aprile.
Presenti: Ardy, Consumi, Fusco, Giannini, Gilbert, Giacometti, Malavasi, Nese, Pantani, Piccini, Rosella, Zorzit
Assenti giustificati: Iliceto, Piette, Ruggiero
Assenti non giustificati: Di Blasio, Jorio, Tosti Guerra

Si approva il verbale della seduta del  7 marzo 2013

Rilevazione del fabbisogno e il bando di mobilità.

E’condivisa l’opinione che la rilevazione sia obsoleta, essendo stata fatta prima della riorganizzazione di Ateneo, quindi con criteri non più attuali e su strutture che non esistono più in quella conformazione. Va inoltre considerato che, nel frattempo, ci sono stati numerosi pensionamenti e non c’è garanzia che nel conteggio delle ore siano stati considerati i lavoratori in part-time, o che usufruiscono di permessi per le 150 ore, la legge104 ecc.
Analizzando nel dettaglio i dati forniti dall’amministrazione emergono ulteriori elementi:

  • è difficile giustificare la carenza di organico segnalata per le scuole. Infatti, la ricognizione è stata fatta quando ancora esistevano le facoltà, mentre ora molte delle attività svolte da queste ultime non sono state trasferite alle scuole, ma ai dipartimenti.
  • stupisce l’assenza delle segreterie studenti, strutture da sempre in carenza di organico, e anche il fatto che gli uffici siano rimasti invariati, a seguito di una riorganizzazione che ha rivoluzionato molti aspetti del lavoro di ateneo.  

La RSU ritiene che la valutazione che sta a monte di qualunque ragionamento sulla mobilità è la carenza generale di organico, che si può risolvere solo con nuove assunzioni, e il fatto che una rilevazione oggettiva dei carichi di lavoro è quanto mai problematica e affidarsi ad indicatori di tipo matematico introduce comunque problemi che necessitano di correttivi. 
Infatti, per individuare le strutture in “sofferenza” (ossia, quelle verso le quali si indirizzerà la mobilità attraverso il bando unico), l’amministrazione ha proposto un criterio ben preciso: è stato calcolato come livello medio di “sofferenza” il valore di 1,09 punti organico; il bando favorirà la mobilità verso le 37 strutture che sono al di sopra di tale livello medio. Tale criterio suscita tuttavia alcune perplessità e, tra le proposte della RSU, c'è quella di allargare la mobilità a tutte le strutture in sofferenza.
Altro aspetto da chiarire è se il bando prevede una suddivisione per categorie ed aree professionali. Infatti, se ad un eventuale cambio di area professionale si potrebbe in linea di massima sopperire attraverso la formazione, molto più complicata resta la questione delle categorie, sia per evitare l’irrigidimento di  situazioni di sovra o sotto-inquadramento, sia per evitare che – nel caso in cui la categoria venga inclusa nella valutazione – il  bando favorisca eccessivamente il personale di categoria superiore.
Altra proposta formulata è quella di definire la dotazione minima da garantire a determinate strutture (stabilendo ad esempio che un dipartimento debba avere almeno un certo numero di amministrativi, di tecnici e di addetti al front office). Si rileva tuttavia che ci sarebbero difficoltà legate alle notevoli differenze tra le strutture di ateneo, in relazione ad esempio ai diversi ambiti di ricerca che comportano necessità di materiali, spazi e attrezzature del tutto diverse tra di loro.
La RSU ritiene che sia necessario che, insieme all’emissione del bando, sia sollecitata e incentivata anche la mobilità individuale: questo può essere utile in particolare per il personale che fa domanda da strutture che si potrebbero trovare in carenza di personale a seguito del bando.
Viene espresso parere contrario alla necessità prevista dall’amministrazione di acquisire il consenso della struttura di origine, che sembra la più grave limitazione alla possibilità di mobilità e – in una situazione generale di carenza di organico – rischia di diventare un elemento a completa discrezione del dirigente/responsabile della struttura.
La RSU concorda altresì di dover discutere con l’amministrazione non appena la commissione nominata da CdA e SA avrà concluso i lavori per una nuova rilevazione del fabbisogno, basata sulla nuova riorganizzazione e, sulla base dei dati che emergeranno, chiedere un nuovo bando qualora i dati si discostassero in maniera significativa.
Nell’incontro di trattativa del 6 maggio, la RSU si ripropone quindi di:

  • segnalare le storture più evidenti che conseguono dalla rigidità del modello matematico, anche raccogliendo le opinioni dei colleghi;
  • garantire a tutti i lavoratori interessati la possibilità di inoltrare la domanda, a prescindere dalla situazione di organico della struttura di provenienza, e di poter ottenere il trasferimento senza il previo consenso della struttura di appartenenza;
  • puntualizzare che il colloquio tra il lavoratore in mobilità e il dirigente/responsabile della struttura di destinazione debba essere essenzialmente uno strumento a favore del lavoratore, e non una sorta di “esame”;
  • accertarsi che nel bando non siano indicate le categorie.

Personale precario

Per quanto riguarda il personale con rapporto di lavoro non subordinato (collaborazioni a contratto, a progetto, partite IVA, ecc.), la RSU propone di chiedere informazioni su quanti di essi, e quali, svolgono un'attività “istituzionale” e con quale continuità, al fine di inserirli in una programmazione volta alla loro stabilizzazione. Ritiene inoltre che tale personale dovrebbe rientrare nella valutazione del fabbisogno di cui al punto precedente, così come i lavoratori in appalto.
Per quanto riguarda i lavoratori a tempo determinato, vengono individuati i punti che dovranno essere discussi al prossimo tavolo tecnico:

  • verificare la situazione attuale dei lavoratori a tempo determinato attualmente presenti in Ateneo;
  • assicurare che i contratti che termineranno il 30 giugno saranno prorogati;
  • trovare un accordo che riduca il periodo di 90 giorni di stacco, così come avvenuto nell’Ateneo di Pisa;
  • avviare una programmazione ai fini della stabilizzazione, anche applicando un percorso ad hoc ai sensi dell’art. 22 del CCNL;
  • in attesa della stabilizzazione, prevedere la possibilità che siano attribuite nuove mansioni a chi ultimerà i tre anni, al fine di mantenerli in servizio per altri tre;
  • sottolineare la necessità di assegnare, nei bandi di prossima emissione, dei punteggi a chi ha già prestato servizio in Ateneo.

La RSU analizza infine l’atteggiamento delle delegazione di parte pubblica al tavolo di trattativa, in particolare della delegata del Rettore, poco disposta a trattare e irrigidita, spesso, sulle proprie proposte. Tale atteggiamento riguarda anche il discorso del trattamento accessorio, soprattutto dopo che è stata negata la possibilità di discuterne durante l’ultimo incontro.
La RSU è fermamente intenzionata a continuare a trattare con l’amministrazione per arrivare ad un accordo che consenta di utilizzare per tutti i lavoratori i 200.000 euro postati in bilancio.
La prossima riunione della RSU avrà luogo non il primo giovedì di maggio ma il successivo (9/5), dopo l’incontro con la parte pubblica, previsto per il 6 maggio.

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